
The terminal (2004)
Aprile 27, 2007Quando il vice-capo della sicurezza rompe con la mela il pacchetto di patatine davanti al povero Victor, queste si riversano sulla giacca del kracosiano. Nella scena successiva le patatine sul grembo sono sparite.
Nella scena in cui l’inserviente indiano si lancia contro il 747 con una scopa in mano, il Boeing si ferma ad un palmo dall’uomo, ma nella scena successiva si vede che l’aereo ha i motori spenti (le turbine non girano). Allora come faceva a muoversi?
Nella scena del colloquio con il povero Tom (che non capisce una mazza, per puntualizzare), il vice-direttore preleva la sua valigetta, la apre e inizia ad estrarne tutto il contenuto. Si può notare che, quando estrae il pacchetto di patatine e lo appoggia (vicino al bordo della scrivania), nella sequenza successiva il pacchetto si trova esattamente in mezzo alla scrivania, pronto per essere sbudellato.
Quando Tom fa da interprete tra la polizia aeroportuale e un russo in difficoltà, si nota che ha in mano 4 flaconi di medicine… 3 nella sinistra e 1 nella destra. Ma al cambio di telecamera ne ha 2 nella destra e 2 nella sinistra. L’errore si ripete più volte nella stessa scena al cambio di telecamera.
Quando il protagonista vede la sua patria devastata dalla guerra in televisione e cerca di capire cosa c’è scritto legge un “sottopancia” bisbigliando “due gemelline coreane separate nel Maine”. Sullo schermo però c’è scritto Miami e non Maine.
Durante i festeggiamenti per la fine della guerra in Krakozhia arriva Amelia con un documento in mano. Appena i due protagonisti si incontrano il foglio passa dalle mani di Amelia a quelle di Viktor. Nella scena successiva il foglio è di nuovo nelle mani di Amelia.
Quando, alla fine del film, Victor lascia finalmente l’aeroporto, prende un taxi con tutti i suoi bagagli, compresa la valigia grande. Quando poi, dopo aver ottenuto l’autografo del jazzista al Ramada Inn, prende un altro taxi per tornare all’aeroporto e partire definitivamente, non ha più la valigia grande.
Il taxi che prende il nostro eroe per uscire dall’aeroporto, è targato “TX7943″. Il taxi preso per ritornarci è anch’esso targato “TX7943″, solo che non è lo stesso, sono due taxi diversi!
Tom Hanks, non riuscendo a trovare una posizione comoda per dormire, smonta le poltroncine con un coltellino multiuso degno di Mac Gyver. Coltellino che non può aver acquistato nel terminal e che non può avere con sè, in quanto le leggi sono piuttosto restrittive in materia di armi.
Il film si ispira alla storia di un rifugiato politico, Merhan Nasseri che, avendo smarrito i documenti, rimase bloccato nella “zona franca” dell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. Tombes du ciel, film francese del ‘93 con Jean Rochefort, aveva già sfruttato l’idea.
Nella scena in cui il protagonista si sistema per passare la sua prima notte nella sala d’aspetto, in uno stacco ha le braccia allungate per stirarsi, nella successiva invece ha le mani unite sulla pancia.
Il commissario generale dell’areoporto dà al protagonista l’opportunità di scappare, dicendo che il cambio delle guardie all’uscita avverrà con ritardo. Mentre parlano tiene un bicchiere con entrambe le mani, nell’inquadratura successiva tiene la cannuccia.
Il protagonista segue le notizie dal suo paese alla tv. Nella parte bassa scorrono le notizie (tipico dei tg americani) e lui segue le scritte col dito. Ad un certo punto indica la parola “northern Krakozhia”, stacco e il suo dito è su “restore peace” e l’intera frase è cambiata.
Quando lo chiamano al cercapersone, il protagonista si precipita attraversando di corsa l’aeroporto. Ad un tratto passa sul pavimento bagnato e inizia a “pattinare”. In uno stacco ha le gambe divaricate molto aperte, nel successivo sono più unite.
Il protagonista è a cena con Amelia, che gli racconta la storia del croissant. In un’inquadratura lui ha la mano destra sul tavolo, nella successiva è sulle gambe.
Quando Victor viene lasciato solo nel terminale e inizia a correre da un monitor all’altro per cercare di capirci qualcosa lancia la valigia sulle scale mobili mentre lui sale di corsa quelle fisse. Al momento del lancio si vede che subito dietro alla valigia c’è una persona che sale le scale mobili, ma quando lui la recupera, trascurando il fatto che la valigia arriva in quel momento quando sarebbe dovuta arrivare molto prima, si nota anche che la scala mobile e vuota!
Nella scena della cena al lume di candela tra Tom e la hostess, c’è il finto cameriere che arriva ed accende la prima candela appoggiando il polso destro con l’accendino sull’avambraccio sinistro. Per accendere l’altra candela, gira attorno al tavolo e nonostante volga le spalle alla macchina da presa, si vede chiaramente che non compie lo stesso gesto di prima: non appoggia il polso sull’avambraccio. Quando però viene ripreso frontalmente, compie questo gesto.
Viktor sta facendo da interprete per l’uomo russo, che non capisce una parola di americano. Per salvarlo, gli suggerisce (in russo) di dire che i medicinali che ha con sé sono per la sua capra, ma senza mai pronunciare la parola “capra” in americano. Immediatamente dopo, il russo dice “medizine per capra”.
Nella scena finale Viktor sale sul taxi e dice che vuole andare a casa, si vede chiaramente che fuori nevica e il taxi è tutto bagnato, ma nell’inquadratura successiva non nevica più e il taxi è completamente aciutto.
Durante tutto il film si parla di Kracosia (che nella realtà non esiste) come una nazione. Vengono visualizzate anche delle cartine che mostrano una grande regione. Tralasciando Victor che parla male l’americano, anche i locali usano articoli che fanno capire che Kracosia è una nazione, non città Eppure alla fine quando finalmente c’e’ un volo per Kracosia (per un solo passeggero, viste che non essendoci più un governo degli esteri tutti i cracosiani arrivati avrebbero dovuto sostare in aereoporto) il tabellone mostra proprio Kracosia e non il nome della città di Kracosia con un aereoporto (come se il tabellone indicasse voli per FRANCIA invece che PARIGI o ITALIA invece che Orio Al Serio!).
Il finale allude al fatto che Victor fa valere i suoi diritti di VISTO PER UN GIORNO come prevede la legge ed i documenti nonostante le minacce (personali) del comandante della sicurezza. Insomma lui può e fa, come suo diritto. Questo è il messaggio passato, a conferma che non è un fuggiasco compie la sua missione e torna in Kracosia. Però è errato! Quel visto andava firmato dal comandante della sicurezza che infatti ha saputo tutto ed ha preparato le guardie (poi ammutinatosi) proprio perchè Victor è andato a chiedergli quella firma!
Victor NON si mette con Amelia che torna Amante di vocazione…
Quando Amelia si rompe un tacco della scarpa, Viktor rompe anche l’altro tacco e le sue altissime scarpe decolleté si trasformano in carinissime ballerine senza tacco, ma non esistono scarpe del genere, la suola è comunque rigida, la scarpa anche senza tacco rimarrebbe della stessa forma!
Quando il comandante controlla attraverso i monitor che Viktor esca dall’areoporto grazie al ritardo” di 5′ delle guardie, nei monitor è visibile un paio di volte il riflesso del cineoperatore.
Viktor è in USA per mantenere una promessa al padre, quando racconta la sua storia dice che il padre vide una foto di un gruppo jazz e da lì nacque il suo interesse per i jazzisti. La foto la vide su una rivista ungherse degli anni ‘50, ha la pag. con sé nel barattolo, lo mostra ad Amelia, ma la pagina è scritta in caratteri cirillici, alfabeto usato dalla maggior parte delle lingue slave, tra cui anche russo, ucraino o bulgaro, ma vi sono anche slavi che usano l’alfabeto latino (cechi e polacchi, per esempio) e gli ungheresi -che non sono nemmeno slavi – usano anche loro l’alfabeto latino, quindi PERCHE’ la pagina è scritta in cirillico?








